17 luglio 1943: nella sua comunicazione alla famiglia Ermenegildo Barboni potè solo cancellare la frase “Sono ferito lievemente” e lasciare le altre comunicazioni.
Ermenegildo Barboni può scrivere a casa grazie alla mediazione della Croce Rossa. In questo tipo di comunicazione alla famiglia il prigioniero non poteva scrivere nulla pena la distruzione della missiva.
“Sento che mi aspettate a casa, un giorno verrò” scrive Ermenegildo nella cartolina. La cartolina era indirizzata al figlio maggiore Alberto, chiamato come il padre di Ermenegildo che era morto, e con ogni probabilità ad uno dei nipoti che vivevano nella stessa casa in via Stradone
La Croce Rossa comunica alla famiglia Piva le buone condizioni di salute del fratello Antonio che il 22 settembre del 1943 era partito da Trieste per destinazione ignota.
Il testo della cartolina del fratello Antonio 4 giorni prima dell’8 settembre
Lettera del fratello Guerrino al padre dalla prigionia in India. Guerrino chiede notizie dell’altro fratello Natale, che era stato richiamato alle armi. Guerrino chiede notizie di tutta la famiglia anche della sorella Italina di cui non ha notizie da molto tempo.
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