Lettere dalla prigionia
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Lettere dalla prigionia
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Fratelli Damassa
02: questa è la prima lettera che si conserva nel fascicolo ed è di Pietro che fu prigioniero in un campo di concentramento in Germania dall’8 settembre del 1943 al 22 giugno del 1946. Pietro, che scrive in un ottimo italiano rincuora la madre: “Circa la corrispondenza di Ugo e di Lino [Angelo] state pur certi che presto l’avrete. E lo so, mamma cara, è lunga l’attesa ma fra breve tutto si ristabilirà, tutto tornerà come prima, e sono certo che nel domani avremo migliore avvenire.” 03: Pietro rincuora la madre che non ha ancora avuto notizie dei fratelli: “Cerchiamo quindi di dare a questa attesa l’ansia che gli spetta, non la tristezza e il dolore, poiché ancora nulla sappiamo. Se Lino [Angelo] ha scritto il 17 luglio vuol dire che è riuscito ad evitare la più dura burrasca e se non ancora scritto, avrà subito la sorte di Ugo. Sii calma, mammina cara,. Non piangere, non abbatterti, sii forte, serena e credi fermamente, poiché io sono pienamente convinto che in ogni istante della giornata il pensiero dei tuoi figli lontani vola a te per portarti conforto e certezza di ritorno.” 04: la lettera di Ugo del 9 luglio del 1943 porta in incipit la scritta “Mi trovo da 60 giorni prigioniero”. Ugo, è celibe e prima della guerra svolgeva il lavoro di calzolaio. E’ il giorno del suo trentunesimo compleanno e di augura che Santa Elisabetta lo protegga. Anche Ugo scrive un ottimo italiano e anche Ugo rincuora i genitori con dolcissime parole: “Mamma cara, sii forte, sempre ti ricordo con gioia immensa, affetto e devozione, e prego sempre Iddio, che ti assista e protegga! Caro Babbo, spero che sarai sempre in buona salute e sempre in gamba! Ti penso con affetto, consola e conforta la Mamma”. Ugo è ansioso di avere notizie dei due fratelli: “Spero che Lino sarà in ottima salute e non corra nessun pericolo. Se verrà a casa salutatelo e baciatelo per me. […] E Pirì [Pietro] si trova ancora a casa?? oppure si trova nelle stesse condizioni di Lino? Se sì, quando verrà a acsa ditegli che il mio pensiero è sempre rivolto a Lui. Salutatelo e baciatelo per me.” 05: nel novembre del 1945 Ugo, ancora lontano da casa, scrive ai famigliari: “Ora si avvicinano le feste di Natalizie e mi sento invaso da una profonda tristezza pensando che dovrò trascorrerle anche quest’anno lontano da voi.” -
Fratelli Pollini
02: Prima lettera da un campo di prigionia in India di Libero, che rincuora la mamma. 03: nella seconda lettera dalla prigionia Libero si trova in un campo in Australia, nei pressi della città di Cowra, Stato del North South Galles. La lettera non è datata, ma la guerra è finita e Libero è in contatto con il fratello Bruno che si trova in un altro campo di prigionia australiano. 04: la prima lettera dalla prigionia di Bruno è datata 13 maggio 1943 e proviene dall’India. Bruno, informato della prigionia del fratello Libero, scrive alla madre Seconda: “ Cara mamma, come vedi purtroppo anche il 43 ci tocca farlo nel solito posto, ti dico la verità è da parecchio che mi sono stancato specialmente ora che nella mia famiglia vi sono stati dei cambiamenti che da parte mia avrei gradito molto di assistere […] pazienza, aspetterà impaziente ma però sempre fiducioso in tutto e sono disposto a dare del coraggio anche a te sai …. perché viene quel grande giorno che con una sola parola ci premia dei grandi sacrifici.” 05: la seconda lettera di Bruno è due anni dopo, datata 6 settembre 1945: “ Cara Mamma, mi devi scusare se per un po’ di tempo non ti ho scritto, credo che per ora non sia il caso di dare spiegazioni. Guarda la data e così potrai capire il mio stato d’animo, tutto è finito, mamma, sofferenze, privazioni di questi lunghi anni. Sono partito ancora bambino, ritorno uomo, forse stanco, ma sempre allegro come un tempo. Mamma, dopo tanto sono riuscito a trovare Libero, ora mi trovo con lui al campo […]. S’attende quella nave che ci porterà nella nostra bella terra così potrò riabbracciarti mamma e dire di nuovo come è bella la vita dopo aver dimenticato tutto.” -
Fratelli Sbrighi
La lettera del maggio del 1943 di Antonio a Guerrino è commovente: il fratello maggiore lo avverte che non potrà tornare a casa per un po’ per via di un litigio con un ufficiale: “cosa vuoi farci, siamo sotto la disciplina, vero, ma io i miei sentimenti li dico dinnanzi a tutti […] ancora non si sa la nostra partenza, sempre coraggio”



