I documenti
I documenti di questa sezione mostrano come furono organizzate le operazioni di voto per quello che riguarda i compiti attribuiti al Comune di Ravenna, ovvero l’allestimento delle 66 sezioni elettorali del territorio del Comune. Particolarmente oneroso fu il trasporto dei materiali di seggio e delle persone che dovevano lavorarci con speciale riguardo a quelle che la Prefettura di Ravenna definisce come “le frazioni di più difficile accesso”, tenendo conto dell’ampiezza del Comune.
Il sindaco Gino Gatta risponde a stretto giro di posta assicurando il Prefetto che tutte le operazioni sarebbero state organizzate con un efficiente trasporto di oggetti e persone attraverso l’utilizzo della Cooperativa autisti, come era stato fatto per le appena trascorse elezioni amministrative.
Nel carteggio amministrativo sono conservati anche documenti di connotazione più politica come quelli che riguardano una comunicazione inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri e, per conoscenza, al Prefetto dalla Federazione provinciale di Ravenna del Partito socialista di unità proletaria, ma sottoscritto da tutti i partiti di Ravenna, che esprime la volontà di difendere l’esito del referendum.
Fra i documenti amministrativi spicca la lettera inviata il 3 giugno del 1946 dal Sindaco alla Cassa di Risparmio con la richiesta di voler concedere in anticipo la somma per le spese necessarie per le votazioni. In basso a sinistra il timbro di spedizione del Comune erroneamente datato al 3 giugno 1943, con l’aggiunta dell’anno dell’era fascista.
Non manca dall’esposizione la trasmissione delle istruzioni che, in necessaria spending review, invitano le amministrazioni comunali ad esaurire le scorte di carta ma ad annullare lo stemma monarchico.





