I quotidiani

La Romagna proletaria

Per il periodico «La Romagna proletaria» si riproduce la pagina del 30 maggio 1946, eccezionalmente a colori, nella quale l’organo di stampa della Federazione comunista di Ravenna invita la popolazione al voto. Di particolare interesse sono le due immagini ai margini superiori del foglio. A sinistra viene riprodotto il simbolo della Repubblica per il voto al referendum, mentre a destra il simbolo sul quale fare la croce per eleggere i candidati comunisti all’Assemblea costituente.

La voce di Romagna

«La voce di Romagna» esce il 4 giugno con un numero costituito da un solo foglio nel quale troneggia il titolo Vittoria repubblicana in Romagna.

I repubblicani romagnoli attendevano da 100 anni di poter stampare questo titolo su un loro organo di stampa: il momento era finalmente venuto.

Il resto della pagina è interamente occupato dai risultati del referendum e dai dati delle elezioni dei deputati per la Costituente. I risultati sono declinati per ognuno dei 66 seggi del nostro Comune e ci mostrano le piccole sfumature di voto nelle varie zone della città e sul territorio comunale.

Per il numero di 4 giorni dopo, 8 giugno 1946 l’articolo redazionale del periodico del Pri ravennate esamina più dettagliatamente i risultati non solo locali ma anche nazionali: i vertici del Pri ravennate, pur felici per la nascita del nuovo regime repubblicano e democratico, criticano la decisione di non aver potuto votare a guerra appena terminata: “Noi siamo ben certi che, un anno fa a liberazione appena avvenuta, gli Italiani avrebbero detto si per la repubblica per un 70% per lo meno”.

La Romagna socialista

«La Romagna socialista» organo settimanale della Federazione Socialista di Ravenna dedica la vittoria della Repubblica al nome e al volto del suo martire: Nel 22° anniversario dell’assassinio di Matteotti, i lavoratori serrano compatti le loro file, in un solo grido, in una sola volontà, in uno spasimo di giustizia di pace e di libertà”.

Giacomo Matteotti è il simbolo universale della lotta antifascista perché per primo difese “fino al martirio” i valori umani e civili che erano stati calpestati dal fascismo e per questo non appartiene più ad un partito ma alla patria e all’umanità.

L’Idea Democratica

De «L’Idea Democratica», il settimanale democristiano manca dalle collezioni classensi il numero del 7 giugno, il primo uscito dopo il referendum, ma è conservato il numero del 13 giugno che apre a piane pagina con il titolo “La Democrazia Cristiana accomuna in un unico entusiasmo la grande affermazione del Partito e la nascita della Repubblica. Benigno Zaccagnini deputato della DC alla Costituente”. Il focus è su Zaccagnini eletto per il collegio ravennate alla Costituente: “La Democrazia Cristiana ha vinto nel nome di Benigno Zaccagnini la sua prima battaglia politica.”

Nel taglio basso si raccontano gli avvenimenti a livello nazionale che hanno invece come protagonista Alcide De Gasperi: “ All’indomani dell’assassinio di Giacomo Matteotti Alcide De Gasperi assieme agli onorevoli Amendola e Di Cesarò saliva alla Reggia. Era il congedo che la Democrazia prendeva dalla monarchia legata ormai alle sorti del fascismo […]. All’indomani del referendum Alcide De Gasperi è salito alla Reggia, e ha recato il congedo che la Democrazia dava alla monarchia, dopo la libera manifestazione della volontà popolare”.

Democrazia, organo del Comitato di Liberazione Nazionale

Nelle collezioni classensi il periodico «Democrazia, organo del Comitato di Liberazione Nazionale» è conservato fino al numero del 6 aprile 1946 nel quale si invita al voto per le elezioni dei consiglieri comunali. Come sottolinea il titolo a tutta pagina il 7 aprile del 1946 si sarebbe votato democraticamente per la prima volta dal 1921. I consigli municipali sarebbero stati “rinnovati dopo venticinque anni che non erano più stati liberamente eletti, e cioè durante un intervallo di un’intera generazione e rinnovati da un corpo elettorale raddoppiato in seguito alla concessione del voto alle donne”.